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Intervista alla giornalista Valentina Caruso

di Tiziana Biscu

Valentina Caruso, affermato volto del giornalismo di Sky Sport e Rai, esprime con il suo sorriso tutta la solarità della sua terra di origine, la Sardegna, isola alla quale è legata da una passione forte, dove vive e dove ritorna appena il suo lavoro le lascia qualche spazio per  lo svago.

La incontriamo per capire meglio come si arriva a diventare una giornalista dell’informazione tanto amata e seguita da tante migliaia di fan nel teleschermo e sui social.

Valentina, la sua carriera di giornalista è iniziata presto, in testate o emittenti locali sarde come Unione Sarda, Videolina, Radiolina, ed è poi decollata verso Quelli che il calcio, Sky Sport e Rai. Quali sono gli ingredienti per diventare un giornalista televisiva così popolare?

Immagino sia dovuto all’impegno, alla serietà nel lavoro, alla grande passione che metto in quello che faccio.

Il suo percorso di studi evidenzia una grande passione per la storia e l’antichità che l’ha portata a conseguire una laurea in Lettere e in Archeologia.

Una passione nata e coltivata fin da bambina, studiando a scuola i libri di storia, andando per siti archeologici e musei insieme ai miei genitori. Ho scelto questi studi all’età di 9 anni e non ho mai cambiato idea, mi facevo regalare libri e riviste di settore, guardavo i documentari in tv in attesa di potermi iscrivere all’università subito dopo il diploma.

Da settembre 2023 conduce con successo, insieme a Francesco Gasparri, il nuovo programma televisivo di Rai 1 Origini. E’ un modo per ritornare alla sua passione per la storia?

È come un cerchio che si è chiuso, poter unire la mia laurea, i miei studi, alla mia professione di giornalista e conduttrice televisiva, è stato un sogno che si è realizzato.

Il calcio è lo sport che pratica sin da piccola e che l’ha anche condotta al giornalismo sportivo. Chi le ha trasmesso questo amore? 

La mia mamma. Lei ha sempre seguito il calcio, da tifosa del Cagliari. Anche i miei fratelli, quasi coetanei e con i quali sono cresciuta insieme, hanno contribuito. Da bambina giocavo a calcio o con le macchinine telecomandate, odiavo le bambole. Sono anche stata tesserata per una squadra di calcio a livello giovanile, dove ero l’unica femminuccia; mi divertivo molto.

La sua avvenenza l’ha portata a partecipare a diverse sfilate e alle selezioni regionali di Miss Italia, ma in qualche intervista si definisce “un maschiaccio”. Quale versione di sé le corrisponde meglio?

Direi che entrambe fanno parte del mio essere.

Ha da poco ricevuto il Premio Donne di Sardegna 2024, assegnato in occasione dell’inaugurazione delle mostra Donne di Sardegna a Luras, ad alcune figure femminili nate nell’isola che si sono distinte per il loro talento e la loro creatività. Cosa si prova nell’ottenere un riconoscimento così importante?

Un profondo orgoglio, quando ho fatto le scalette per salire su quel palco e ricevere il Premio ho trattenuto le lacrime. Sono davvero grata e felice per questo riconoscimento che ha un valore importantissimo e che onorerò con tutto il mio impegno.

Una donna impegnata come lei riesce a ritagliarsi un po’ di tempo libero?

Anche se poco, ogni tanto mi concedo un po’ di relax, in particolare mi piace viaggiare con il mio fidanzato. Leggo, cucino, faccio sport, adoro fare passeggiate in bici e fare snorkeling. Un’altra mia grande passione è la recitazione che coltivo quando possibile.

Valentina, ha raggiunto il successo con una professione che l’appassiona. Cosa vede nel suo futuro, ha ancora qualche sogno nel cassetto?

Il mio sogno è quello di continuare con questa passione in ogni progetto professionale che mi vedrà coinvolta ma voglio essere sempre circondata dai miei affetti.

 

Grazie Valentina

 

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