Una storia di successo nel Real Estate
intervista a Tiziana Sabbatucci
prima d’Italia nel suo settore
di Tiziana Biscu
Tiziana Sabbatucci, un’affermata agente immobiliare che, pur operando nel Real Estate World da pochi anni, è subito arrivata ai vertici del successo. L’abbiamo intervistata per farci raccontare la sua storia.
Tiziana, come in tutte le storie di successo viene spontaneo chiedersi com’è iniziata. Chi è la Tiziana Sabbatucci arrivata fino a essere celebrata come il primo venditore d’Italia del 2023 nel gruppo immobiliare numero uno al mondo, la Re/Max?
Sono una persona determinata, coraggiosa e audace, ho sempre desiderato, fin da bambina, di avere una libertà, soprattutto economica. Ho iniziato seguendo il lavoro di mia mamma Luigia: aveva un’importante azienda di moda che produceva le creazioni di importanti stilisti italiani.
Dopo dieci anni di esperienza proposi a mamma di creare la nostra linea di moda, indipendente e autonoma e fu così che nacque la TiLù prendendo spunto dai nostri due nomi di battesimo.
Nasceva così l’azienda di famiglia, per produrre abiti di moda con taglie dalla 40 alla 54, innovativi, sartoriali e made in Italy; un’azienda che durò ben 27 anni, colmi di successi, soddisfazioni e grandi esperienze manageriali, dove io mi occupavo della parte creativa e commerciale.
E poi cosa è successo?
Nulla, ho solo avuto un’illuminazione: a un certo punto ho capito che qualcosa stava cambiando, le delocalizzazioni delle produzioni dei grandi marchi e i conseguenti imponenti investimenti ai quali bisognava attenersi per reggere il cambiamento mi hanno fatto pensare che sarebbe stato meglio fermarsi, quindi decisi di chiudere l’azienda, “fermando la macchina” quando tutto andava ancora molto bene; ho finito gli ultimi lavori nel 2013 quando tutti mi chiamavano la signora Tilù. Non avevo paura di fare un passo del genere, il successo avuto fino ad allora mi ha fatto credere nelle mie capacità, di produrre energia, di creare qualcosa di positivo, quindi mi dissi “riuscirai sicuramente a fare qualcos’altro di altrettanto buono”.
E quindi come nasce l’ingresso nel Real Estate?
Avendo deciso di riqualificare l’area dove insisteva l’azienda TiLù, mi venne l’idea di farci degli appartamenti e quindi decisi di sviluppare quell’idea arrivando, alla fine, a mettere sul mercato quanto pensato, otto appartamenti. Questa esperienza mi fece scoprire un mondo immobiliare dalle percezioni deludenti, per l’incapacità degli agenti immobiliari e la loro scarsa produttività.
Ma infondo sono grata a quel momento perché ha generato in me la voglia di occuparmene in prima persona. Ricordo di aver avuto anche l’idea di presentare quegli immobili come se fossero delle modelle, li ho “vestiti”, ho fatto fare dei rendering e in seguito adeguati piani di marketing. Insomma, alla fine ho venduto con successo quegli immobili; ricordo che durante il percorso mi chiamavano tanti agenti immobiliari per avere l’incarico di vendita.
Poi iniziarono ad arrivare proposte di lavoro, di collaborazione per fare l’agente immobiliare, tanto da incuriosirmi e indurmi ad ascoltare le varie opportunità che si presentavano. E fu così che, quasi per caso entrai a far parte del mondo Re/Max; avevo visto in quel brand una filosofia adatta alla mia mentalità, internazionale e libera, senza limiti di territorio e grande interazione tra colleghi, strumenti e opportunità di sviluppo.
In più sentivo il bisogno di appartenere a un brand, una famiglia che mi affrancasse dal senso di solitudine che imprenditorialmente avevo sempre vissuto nella precedente esperienza, l’idea di aver alle spalle un’azienda che ti supporta nella crescita è sicuramente rasserenante.
Il capitale sociale che nel tempo avevo creato ha fatto il resto, stimolando in me la voglia di insistere e continuare in quel nuovo mestiere, anche incentivata da quello che avevo fatto per me stessa, creando uno sviluppo immobiliare da un’unica proprietà, esperienza che ho poi tramandato ai miei clienti.
Il gruppo Re/Max di cui fai parte conta oltre 5.000 agenti in tutta Italia; recentemente, alla Convention Nazionale, sei stata premiata come primo agente d’Italia, un risultato sorprendente data la giovane età professionale che ci hai raccontato. Come ci sei riuscita?
Sicuramente l’esperienza manageriale precedente mi è stata di grande aiuto, per le sue declinazioni commerciali e quindi capacità di gestire il marketing, poi tradotto in un vero e proprio personal branding.
Do molta importanza alla prequalifica del cliente, all’ascolto attivo per capire le vere esigenze, sia che si tratti di un privato sia che si tratti di un imprenditore. Con quest’ultimo, ancorpiù, riesco a entrare in sintonia, forse per essere stata una come lui o per attitudine, comunque riesco sempre a capirne l’obiettivo anticipando le soluzioni o le proposte.
Lavoro innanzitutto per generare fiducia, obiettivo che considero prioritario e fondamentale, di grande aiuto per quando si dovrà accedere alla fase di conclusione della transazione, la vendita vera e propria. Con quella fiducia riesco a ottenere risultati impensabili, eccellenti ma sicuramente meritati, posto che non anticipo le conclusioni senza aver consolidato l’elemento fiduciario.
Cosa ha fatto la differenza nel percorso di avvicinamento al successo?
All’inizio il settore University dell’azienda mi è stato di grande aiuto, i corsi di formazione sono fondamentali per chi come me si approcciava da neofita. Successivamente ho sentito il bisogno di fare un salto di qualità, ho quindi deciso di passare, sempre in Re/Max, al settore Collection, il The Re/Max Collection, dove l’opportunità di riuscire a fare tutto è garantita, impari a dialogare con clienti facoltosi usando idonei strumenti di dialogo, di sviluppo e di intraprendente successo.
Molti pensano che questo settore sia utile solo per vendere immobili di prestigio, ho imparato invece che in questo settore si acquisiscono le competenze adatte a dialogare con clienti facoltosi che a loro volta possono vendere anche immobili di prestigio ma anche immobili “tradizionali”; il vero lusso non sta nell’oggetto ma nel come si lavora quell’oggetto a prescindere dalla sua natura.
Se impari questo la vita lavorativa cambia totalmente, con risultati sorprendenti. Ricordo, appena entrata in Re/Max, partecipando alla mia prima Convention aziendale dove apparivano tutte le premiazioni, mi dissi “un giorno anch’io voglio essere la numero uno”.
Oggi, grazie al settore Collection della Re/Max, ci sono riuscita, che bella soddisfazione.
Prossimo obiettivo?
Penso già al dopo, innanzitutto consolidando quanto di meglio sono riuscita a costruire, in termini di formazione e in termini di capitale sociale, e poi il miglioramento: ho sempre pensato di poter fare meglio qualunque cosa fatta già bene, quindi non c’è limite alla crescita.
Grazie Tiziana, quindi Ad Maiora




