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Si  riaccende l’attenzione sulla tratta delle bianche. Ce  ne parla l’autorevole voce di Stefano Dominella, presidente della Maison Gattinoni Couture e della Sezione Tessile, Abbigliamento, Moda e Accessori di Unindustria Lazio (Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma e del Lazio).

Quando Stefania Giacomini, autrice del suo primo romanzo ‘Shopping pericoloso’ mi mandò parte del testo che interessava noi della maison Gattinoni di cui sono presidente, ho subito pensato alla sua grande passione per il bello che ha sempre espresso nei suoi servizi ed interviste per la Rai non solo al nostro atelier ma a tutti gli esponenti dell’alta moda.

D’altronde Stefania aveva già al suo attivo altri due testi come ‘Il successo vien con l’abito’ sulla storia dell’alta moda dagli anni 50 al 2000 e ‘Alla scoperta del Set’ interviste a chi lavora dietro le quinte del set ma anche a stilisti che hanno collaborato e collaborano con il cinema.

Ma questo suo romanzo è qualcosa di più di un noir e di un thriller. Apre diversi scenari: dallo shopping compulsivo, alla scoperta di luoghi inediti di Lisbona e Roma, alla vera e propria denuncia e grido d’allarme sulla tratta delle bianche. La storia si trasforma in una disavventura per le tre protagoniste in viaggio tra moda e arte a Lisbona e Roma che vengono prese di mira da una banda dedita alla tratta delle bianche.

Come mai, mi sono chiesto insieme ad Annapaola Ricci del Tg1, che ha moderato l’affollata  presentazione del thriller alla Sala Protomoteca del Campidoglio dove, oltre a me c’erano anche l’Onorevole Sandra Cioffi presidente CNU Ag Com e l’assessore capitolino Alessandro Onorato?

“Un tema che sembra appartenere al passato ma è di grande attualità” – ha risposto  l’autrice – “ho letto dati inquietanti sull’argomento. Anche Papa Francesco, all’Angelus, ha definito il traffico di esseri umani, che tocca nel mondo 43 milioni di persone, una ‘piaga dell’umanità. Dati che con i conflitti in corso in più parti del mondo sono destinati, purtroppo, a crescere. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato il tema, sia all’incontro con il presidente degli Stati Uniti  Joe Biden sia nel  G7 tenutosi in Italia.

Ho, così, voluto porlo di nuovo all’attenzione di tutti, ambientando il romanzo nel mondo della moda per far capire la gravità del pericolo, non si è sicure in nessun luogo, neppure nella moda, un mondo che però può essere un ottimo veicolo di riflessione sociale.”

Concordo  con ciò che ha detto l’On Sandra Cioffi: “e’ un libro che, unendo sensazioni di gioia e di inquietudine, merita il giusto successo anche per una continuazione della storia e per una  trasformazione in una fiction; la scrittura dell’autrice, infatti, è già una sceneggiatura e ogni capitolo ha delle frasi introduttive scritte da vari autori che annunciano e dipingono l’atmosfera delle due città”. Poi ha aggiunto “Questo libro è anche utile, stimolo per le istituzioni, per affrontare il tema in modo globale, un tema che ha bisogno di una comunicazione efficace per non rimanere solo raccontato”.

E in attesa che l’On Cioffi, come ha dichiarato, lo sottoponga al prossimo consiglio dell’Unione Utenti affinché sia affrontato anche dal parlamento (sul tema c’è stata una prima legge di valenza transnazionale nel 2003 che ne aveva capito il grande dramma anche nel nostro paese – con la rete il fenomeno invece di diminuire è aumentato – esistono ben 150 miliardi di siti in tutto il mondo per la tratta, e si parla di vittime sempre più giovani, di bambine e bambini di 8 – 9 anni) ‘Shopping pericoloso’ e la sua autrice sono stati occasione di riflessione in un dibattito all’Europarlamento, promosso dall’On Cinzia Bonfrisco lo scorso aprile dal titolo ‘Shopping pericoloso’: contrasto al crimine della schiavitù moderna’.

Infatti si è parlato del più ampio fenomeno del traffico di esseri umani: dal punto di vista filosofico e religioso con il dr Jose Luis Bazan del Comece, alla  normativa europea che inserisce nuove forme di schiavitù approvata di recente sia dal parlamento che dal consiglio UE, esposta dal magistrato Federica Fiorillo; dal punto di vista di esponenti della cultura, dell’arte e del giornalismo come Mita Medici, Pino Ammendola, Maria Letizia Gorga, Annapaola Ricci a  quello della moda.

Per quest’ultimo settore sono intervenuto dicendo che il ben fatto, che valorizza il corpo umano, può dare più sicurezza alla donna e consapevolezza di sé riuscendo anche a riconoscere insidie e persone pericolose. Questo è un settore che dà lavoro a 600 mila persone di cui il 48 per cento è costituito da donne, un settore che può contribuire a ricollocare anche ex giovani vittime di schiavitù non solo attraverso la formazione ma anche con un vero e proprio lavoro e quindi una prospettiva di vita.

Parlando del testo di ‘Shopping pericoloso’ l’ho letto tutto d’un fiato. Stefania è stava bravissima: mettendo insieme tutte le sue esperienze e aggiungendo la sua nuova vena creativa ha affrontato un tema cosi spinoso e difficile, riuscendo a farlo con classe, gusto ed equilibrio. E’ un libro accattivante dove l’autrice è riuscita a creare un cammeo di moda e di suspense che di solito i libri di moda non ci trasmettono perché sono univoci.

Il merito di Stefania Giacomini è stato quello di averci riunito non solo nel testo ma anche con un  video che, proiettato alle presentazioni, rende ancor più positiva la sua presenza: lei è stata un personaggio chiave della moda in questa città perche ha girato tanti servizi RAI anche nei backstage e alle sfilate e tutt’ora, instancabile, propone servizi nel web su Goodinitalywebtv che dirige, insomma “una forza della natura”.

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