Sette regole per la tutela preventiva della propria impresa
Avv. Alessandro Ruggiero
Breve premessa.
Se con il decreto legislativo n. 231 del 2001 è stata introdotta in Italia la responsabilità in sede penale degli “Enti” (intesi come persone giuridiche, società e associazioni anche prive di personalità giuridica), dall’altro il recente decreto legge n. 146 del 2021 ha previsto una serie di disposizioni volte ad evitare le morti e gli infortuni sul lavoro, anche attraverso la previsione di un rilevante inasprimento delle sanzioni previste in materie.
Oggi più che mai, quindi, è importante che le imprese adottino tutte quelle misure preventive necessarie ad evitare, o quantomeno ad attenuare, le responsabilità connesse all’attività e alla gestione aziendale. Ecco “le dieci regole d’oro” volte alla realizzazione di una tutela preventiva, efficace e concreta, per tutte le imprese, siano esse di grandi, medie o piccole dimensioni.
Per questa via, qualora, nonostante le cautele apprestate, il fatto-reato si dovesse verificare, l’impresa potrà dimostrare di aver adottato un sistema compliance ai sensi della normativa indicata e, in tal modo, puntare ad essere esonerata da responsabilità amministrativa da reato.
E la certificazione del contratto – come si era chiarito – costituisce appunto la via maestra da seguire, dal momento che permette di smarcare anche le problematiche di natura contributiva che affliggono la categoria.
Il contratto che ottiene il visto di certificazione da parte della Commissione di Certificazione, infatti, acquisisce nei confronti dei terzi piena forza legale, per cui i suoi effetti permangono anche rispetto alle autorità e agli organi ispettivi, i quali non hanno altro modo di superare il visto di certificazione se non avviando una complessa procedura di contestazione durante la quale è loro preclusa ogni possibilità di applicare sanzioni, emanare atti e disporre provvedimenti.
L’innovazione: la soluzione definitiva al problema della mono-committenza
Lo strumento della certificazione non riguarda solo gli aspiranti agenti immobiliari, ma può essere efficacemente impiegato anche in favore degli operatori immobiliari che si trovino a collaborare fra loro in modo stabile e continuativo.
In tali casi, allorché il rapporto di collaborazione sia esclusivo, può insorgere il problema della mono-committenza, cui si connette il grave rischio della trasformazione del rapporto dell’agente immobiliare collaboratore dell’agenzia in un rapporto di lavoro dipendente, con drammatiche ricadute soprattutto fiscali e previdenziali.
Le sette regole d’oro.
- O.G. – Modello Organizzativo e Gestionale.
Si tratta di un documento cardine calibrato sull’attività concretamente svolta dall’azienda, che individua le procedure di lavoro e i protocolli d’azione che tutti i lavoratori e gli amministratori della società sono tenuti a rispettare. L’adozione del M.O.G. mira a prevenire il rischio che l’impresa venga colpita da sanzioni pecuniarie e/o interdittive, capaci di paralizzarne l’attività.
- Mappatura dei rischi.
L’analisi dell’attività d’impresa è fondamentale per la mappatura dei rischi di commissione dei reati e per la valutazione delle correlate esposizioni al rischio. Di seguito un esempio: un’impresa che si occupa di trasporto di sostanze pericolose o di rifiuti valuterà come prevalente il rischio di commissione di reati ambientali.
- Regolamento Aziendale – Policy sul corretto utilizzo dei sistemi informatici.
La elaborazione di una serie organica e strutturata di regole di comportamento all’interno dell’azienda è un passo necessario a scongiurare la commissione dei reati a rischio, grazie alla diffusione della cultura sulle più comuni (e spesso trascurate o sottovalutate) condotte illecite all’interno del luogo di lavoro. Allo scopo, è fondamentale che l’impresa elabori un regolamento aziendale ad hoc.
- Codice Disciplinare.
La previsione di un sistema di sanzioni disciplinari non solo a carico degli operai, degli impiegati e dei quadri aziendali, ma anche a carico dei dirigenti in caso di violazione del M.O.G., del Regolamento Aziendale e, se prevista, della Policy sul corretto utilizzo dei sistemi informatici, incentiva la consapevolezza circa le procedure di lavoro e i protocolli di azione dell’azienda e ne sensibilizza il rigoroso rispetto.
- Organismo di Vigilanza (c.d. O.d.V).
L’O.d.V. generalmente è esterno (ma può essere anche a composizione mista o, nel caso delle piccole realtà, interno) purché formato o coadiuvato da professionisti che garantiscano le corrette attività di controllo. Il suo scopo è verificare il rispetto del modello, proporre aggiornamenti e applicare le sanzioni disciplinari nel caso di violazione del M.O.G.
- Formazione e informazione continua.
Essenziale è la formazione dei lavoratori, sia degli apicali, sia dei loro sottoposti, mediante la diffusione del M.O.G., del Regolamento Aziendale e del Codice Disciplinare, nonché, inoltre, mediante corsi periodici in materia di igiene, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con rilascio di attestato.
- Team di legali e di tecnici.
Una delle dieci regole d’oro è la consulenza preventiva. A questo scopo, occorre considerare l’alto valore della presenza costante in azienda di un team di legali e di tecnici del settore, con i quali instaurare interazione continuativa necessaria per le valutazioni e le verifiche attinenti al caso specifico in cui l’impresa si trovi concretamente a rischio, all’evoluzione normativa e all’analisi di settore.




