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Raccontiamo Piazza del Popolo e il noto “Tridente”, area importante della capitale italiana che comprende tre arterie, Via del Babuino, Via del Corso e Via di Ripetta.

Piazza del Popolo è una delle località più celebri e visitate di Roma, situata sotto gli splendidi giardini del Pincio e crocevia delle storiche vie. I simboli di questa rinomata piazza, a conferma del primato della città, di avere il maggior numero di chiese d’Italia e forse del mondo, sono sicuramente Santa Maria del Popolo, Santa Maria dei Miracoli, Santa Maria in Montesanto, l’Obelisco flaminio, la fontana dell’ obelisco, la fontana della Dea Roma, la fontana del Nettuno e Porta del Popolo.

In piazza del Popolo troviamo tre delle 900 chiese romane, la prima è Santa Maria del Popolo, custode di capolavori di artisti famosi come Caravaggio, Carracci, Raffaello e Bernini,  seguita dalle “gemelle” Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto nota anche come Chiesa degli Artisti, considerate identiche per la similitudine dell’architettura, sebbene siano presenti alcune differenze nelle decorazioni interne e nei dettagli architettonici.

Ad esempio, Santa Maria in Montesanto ha una cupola più̀ grande rispetto a Santa Maria dei Miracoli, frutto dell’ingegno dell’architetto Rainaldi che dovette adattare i progetti alle diverse dimensioni degli spazi. Santa Maria in Montesanto è nota come Chiesa degli Artisti perché a partire dal 1953, divenne sede della cosiddetta Messa degli Artisti: da quasi 70 anni, infatti, tutte le domeniche si tiene una particolare celebrazione eucaristica cui prendono parte esponenti del mondo dell’arte e della cultura.

Il nome Montesanto deriva dal fatto che questa chiesa venne fatta edificare al posto di un piccolo edificio di culto appartenente ai Carmelitani della provincia di Monte Santo in Sicilia. Santa Maria dei Miracoli, invece, fu fatta edificare da Alessandro VII nel 1661 e battezzata con questo nome per ospitare, ancora oggi, la copia dell’immagine della Vergine (l’originale si trova nella Chiesa di San Giacomo in Augusta) nota, narra la leggenda, per essere stata invocata in aiuto da una donna che stava perdendo il figlio caduto nel Tevere.

Il miracolo avvenne e, come ringraziamento, vicino all’attuale Ponte Margherita venne costruita una cappella dedicata a Maria, dove fu sistemata l’immagine miracolosa, poi trasferita nel tempo fino ad arrivare alla sua attuale posizione.

Le vie del Tridente

Queste famose tre vie del complesso stradale di Roma conosciuto come Tridente, nel rione Campo Marzio,  partono tutte da Piazza del Popolo e costituiscono il polo di attrazione più forte per ogni declinazione, da l turismo all’economia immobiliare fino al commerciale.

Via di Ripetta, dalle origini antiche che risalgono all’epoca romana verso la fine del I secolo a. C., un tempo, intorno al 1510, era chiamata via Leonina, per essere stata sistemata su ordine di Papa Leone X. Cambiò nome con l’attuale nel 1704, in occasione della costruzione dell’allora porto fluviale di Ripa Grande a Trastevere.

Oggi, non sia più sede del porto fluviale, ha un fascino portato dai palazzi che un tempo erano case e botteghe artigiane. In particolare, al numero 29, proprio a due passi dalla famosa piazza, si scorge una vetrina alquanto inusuale che ospita un’infinità di bambole, è la sede dell’Ospedale delle Bambole, che da oltre settant’anni mette a nuovo le vecchie bambole.

Via del Babuino, che collega piazza del Popolo con la famosa piazza di Spagna e ha come parallela l’altrettanto famosa via Margutta, esisteva già nel XIV cambiando più volte nome col passare del tempo. Ma è singolare la storia che ha portato al nome attuale: Papa Pio V nel 1571 fece installare una fontana ad uso dei cittadini collocandone al centro la statua del Sileno, divinità legata alle sorgenti e alle fontane; una statua che divenne famosa per la sua bruttezza, a tal punto da essere paragonata ad una scimmia, nacque così er babbuino, da cui il nome della strada.

Stiamo parlando di una via importante che, grazie allo storico Café Notegen  aperto nel 1880 dall’omonimo svizzero e chiuso alla metà degli anni 2000, ha attirato, negli anni ’30, innumerevoli artisti e intellettuali come Alberto Moravia, Pablo Picasso, Luigi Pirandello, Vincenzo Cardarelli, Gabriele D’Annunzio, Federico Fellini, Carmelo Bene, Renato Guttuso, Sylvia Koscina, Carlo Levi e tanti altri.

Non sarà un caso che una targa ne ricorda il gemellaggio sancito il 16 ottobre 2002 tra via del Babuino e Madison Avenue a New York. D’altronde questa via è un centro di storia e arte, affiancata dalla nota via Margutta, celebrata in tutto il mondo per l’arte che ospita su tutto il suo percorso. La fontana delle arti al suo interno è stata recentemente festeggiata con l’accensione delle luminarie natalizie e la partecipazione del maestro Pupi Avati.

Via del Corso, arteria centrale del Tridente, con la sua lunghezza di circa 1,6 chilometri collega piazza del Popolo a piazza Venezia. I due punti di fuga prospettici di via del Corso, infatti, sono assai rappresentativi: verso sud la via è in asse con il Vittoriamo, o Altare della Patria, mentre verso nord l’asse stradale punta verso l’obelisco Flaminio, in piazza del Popolo.

L’importanza di questa via è ancorata a diversi fattori, dalla posizione geografica che le consente di essere veramente al centro della capitale alla presenza di innumerevoli connessioni alle più grandi arterie storiche della città senza trascurare la presenza di innumerevoli palazzi gentilizi e chiese. Insomma, parlare di queste tre vie del Tridente consente di raggruppare una grossa parte della storia della città eterna, includendo ogni attrazione che ogni giorno cattura l’interesse di milioni di turisti dal mondo.

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