La musica secondo Ildebrando Mura Ferrari
di Andrea Scandurra
Nominato nel 2019 “Chevalier des Arts et lettres” dalla Repubblica Francese e insignito nel 2022 della Croce di San Gregorio dallo Stato del Vaticano, il Maestro Ildebrando Mura Ferrari, organista, Maestro di cappella della basilica papale di Santa Maria Maggiore e della Cappella Ludovicea della chiesa di San Luigi dei Francesi, è uno dei principali rappresentanti del mondo della musica sacra barocca a livello internazionale.
Com’è iniziata la sua carriera?
Dopo aver studiato organo principale, direzione di orchestra e composizione sono diventato Maestro Cantore della Basilica di Santa Maria Maggiore e, a diciott’anni, organista titolare e direttore della Cappella Musicale di San Marco. Nel frattempo, nominato Maestro della Cappella Ludovicea e Orchestra della Trinità dei Monti, lavoro per i Pii stabilimenti della Francia a Roma e Loreto, sotto l’Alto Patronato dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede. Tre anni fa il Vaticano mi ha incaricato di dirigere la Cappella Liberiana della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.
Insomma, si divide tra la Francia e il Vaticano.
Sì, lavoro per l’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede da ventinove anni, e sono grato alla Francia per l’enorme sforzo che fa per mantenere a Roma la cultura della musica barocca italiana, francese ed europea.
Dove vi esibite?
Quest’anno, anche in occasione dell’imminente Giubileo del 2025, la Francia ha deciso di replicare i concerti generalmente eseguiti nelle chiese francesi di Roma – San Luigi dei Francesi e Trinità dei Monti – anche in periferia, per far conoscere la musica anche alle persone che non possono raggiungere l’Auditorium di Santa Cecilia o il Teatro dell’Opera.
Il suo è un impegno anche di ricerca storica.
Certo, penso di essere l’unico in Italia a eseguire le musiche di Jan Dismas Zelenka, un compositore ceco della fine del XVII secolo, a metà fra Bach e Vivaldi. Vado sempre alla ricerca di musicisti meno conosciuti ma che hanno scritto una parte importante della storia della musica.
Nella scuola romana, per esempio, abbiamo tantissimi compositori che sono stati maestri di Cappella. La Francia, per festeggiare i 500 anni della prima pietra della chiesa di San Luigi dei Francesi, ha voluto che venisse inciso un disco con le musiche, da me trascritte, dei maestri che si sono avvicendati nei secoli in questa chiesa, musicisti incredibili che sapevano scrivere la musica.
Spesso la figura del direttore di orchestra non viene compresa fino in fondo.
Io interpreto il ruolo di direttore in un modo un po’ diverso dagli altri: non vado ospite negli enti lirici, preferisco costruire un percorso con musicisti e cantanti, cercando di fare gruppo, di creare un suono, un’intenzione musicale. Alcuni di loro sono con me da trent’anni.
Per preparare un’opera serve tempo, il suono non si costruisce in un giorno.
Parlando della musica barocca, non si può dimenticare il grande Bach.
Era un Maestro di Cappella che scriveva musica per tutte le domeniche adattando le sue composizioni ai musicisti che, di volta in volta, aveva a disposizione. È rimasto un genio assoluto, perché la sua musica “non tocca terra”, non cede mai alla melodia popolare.
Ascoltare la musica di Bach durante la liturgia è un’esperienza unica, che lascia senza fiato.
Perché Bach è considerato un genio della musica?
Perché le sue composizioni sono fedeli ai testi sacri, cosa difficile per chi scrive musica. Farlo in libertà è più semplice.
La genialità di scrive musica di questo genere sta nel creare capolavori partendo da un testo che non può essere modificato o interpretato liberamente.
La musica barocca piace ai giovani?
Ai nostri concerti i ragazzi sono tanti e i cantori sono tutti giovani.
Il nostro compito è quello di far scoprire loro la bellezza di questa musica; la Cappella Ludovicea si presta a questo, è un luogo dove i giovani possono iniziare a esprimere la loro arte.



