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    di Umberto Savoia

    C’è un punto preciso in cui l’arte smette di essere solo contemplazione e diventa visione, strategia, racconto. È lì che nasce Echi del surreale, il progetto che approda a Roma come naturale evoluzione di The Beauty and the Bold, format già protagonista a Porto Cervo in un dialogo inedito tra arte contemporanea, lusso e investimento culturale. Non una semplice mostra, ma un’esperienza curatoriale capace di connettere artisti, collezionisti e nuovi immaginari, portando il Surrealismo fuori dal museo e dentro il presente.

    LATITUDE 41: L’ARTE COME PROGETTO DI VALORE

    Dietro a Echi del surreale c’è Latitude 41, atelier strategico che ha scelto di applicare al mondo dell’arte gli stessi principi riservati all’impresa e al mercato del lusso: approccio sartoriale, analisi del contesto, visione chiara, obiettivi misurabili. Il risultato è un format nel quale ogni opera racconta una storia e costruisce valore nel tempo. A guidare questa visione sono due figure complementari: Barbara Ferrari e Giuseppe Ghezzi.

    Barbara Ferrari, co-fondatrice di Latitude 41, è una specialista in relazioni strategiche internazionali. Con una lunga esperienza nel mondo dello yachting di lusso e del branding ad alto livello, ha la rara capacità di intercettare i desideri di un mercato ultraselettivo, creando connessioni tra arte, lifestyle e alta finanza.

    Giuseppe Ghezzi, che ne è advisor, porta invece la solidità della strategia finanziaria. Esperto di M&A e valorizzazione patrimoniale, è il garante della sostenibilità economica di un progetto che trasforma la visione artistica in impresa culturale credibile

    DALÍ COME ICONA DEL PRESENTE

    Il cuore del progetto batte attorno a un nome che non smette mai di parlare al futuro: Salvador Dalí. La sua eredità diventa il punto di partenza per due dialoghi artistici distinti ma complementari. Da un lato Angelo Accardi, tra i principali esponenti del pop surrealism internazionale. Nelle sue opere, Dalí entra nel nostro tempo: lo vediamo accanto a Jeff Bezos, immerso nell’immaginario digitale, simbolo di un genio che continua a interrogare la società contemporanea.

    Il surrealismo, nelle mani di Accardi, non è nostalgia ma lente critica sull’oggi. Dall’altro, Patrick Rubinstein, pioniere della kinetic pop art, artista capace di trasformare l’osservatore in parte attiva dell’opera. Le sue creazioni tridimensionali, rigorosamente non digitali, cambiano a seconda del punto di vista, fondendo op art, pop art e suggestioni surrealiste. Un dialogo con Dalí che ha trovato consacrazione anche a Parigi, all’interno del circuito Dalí Universe.

    IL SIGILLO DELL’AUTENTICITÀ

    A rendere possibile questo confronto è l’autorizzazione del professor Beniamino Levi, presidente del Dalí Universe e tra i massimi esperti mondiali dell’artista catalano. Non si tratta di un semplice omaggio, ma di una continuazione legittimata del dialogo surrealista, che conferisce al progetto un valore culturale e collezionistico di assoluto rilievo.

    ARTE, LUSSO E INVESTIMENTO

    The Beauty and the Bold prima, ed Echi del surreale oggi, raccontano una nuova tendenza del mercato dell’arte di lusso: non si acquista solo un’opera, ma una visione, una narrazione, una connessione convun’eredità iconica che continua a evolversi. Le opere diventano parte di un ecosistema che dialoga con il real estate di alta gamma, con il collezionismo internazionale e con un pubblico sempre più attento all’esperienza, oltre che al valore.

    ROMA COME NUOVO APPRODO

    Dopo Porto Cervo, Parigi, Venezia, Montecarlo, Shanghai e Dubai, Echi del surreale approda a Roma. Accanto a Dalí, Accardi e Rubinstein, trovano spazio anche Fausto De Nisco, maestro della pittura colta che trasfigura il reale in un lirismo cromatico di straordinaria potenza, e Mariko, le cui sculture esplorano archetipi ancestrali come il minotauro e il samurai. Il percorso espositivo è ospitato nella prestigiosa sede di The REMAX Collection Crystal, luogo simbolo di una clientela colta, curiosa e internazionale. Un nuovo capitolo che conferma come la bellezza – quando guidata da strategia e visione – non conosca confini. E continui, instancabilmente, a reinventarsi.

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