Avere successo nel mondo dell’arte
Storia di un gallerista venuto dal nulla, Ciro Mariano
di Maria Muscatello
Abbiamo intervistato Ciro Mariano, per raccontare una storia di successo, una storia che merita essere ascoltata per capire come sia possibile, nella vita, raggiungere il successo partendo dal nulla.
Ciro, quindi com’è iniziata questa avventura?
Sono nato a Napoli nel 1975, da una semplice e umile famiglia dove ho vissuto un’infanzia povera ma felice. Ho iniziato a lavorare a quattordici anni, vendendo libri vintage e dischi. Questa prima esperienza mi ha fatto subito scoprire di avere un’inclinazione naturale per la vendita oltre a una forte resilienza, posto che ho sempre sviluppato capacità e intelligenza attraverso la dedizione e il duro lavoro, una vera challenging mindset insomma.
C’è stato un momento specifico che consideri importante?
Sicuramente la prematura scomparsa di mio fratello, poco più grande di me e appena diventato padre, ha generato in me scelte obbligate; dovevo fare subito l’uomo responsabile, facendo da padre a mio nipote di un anno. Abbandonai quindi, momentaneamente, gli studi per iniziare a lavorare al fine di procurare le risorse per sostenere la famiglia.
Feci qualunque lavoro pur di farcela, dall’operaio al cameriere e anche volantinaggio, non rifiutavo nulla. Finché arrivò la prima occasione, l’opportunità di lavorare in una società che vendeva arte e cultura, con un ambiente dinamico e ricco di sfide da cogliere che mi fece capire subito quanto avrei potuto imparare qualcosa di nuovo.
Con grande determinazione ho raggiunto risultati sorprendenti, anche attraversando periodi invisibili, dai modesti risultati, fino a ricevere riconoscimenti e premi che certificavano il mio successo: per diversi anni sono sato il miglior promotore della società in cui lavoravo. Ricordo con piacere il giorno in cui ho ricevuto in premio una Porsche Boxster Cabrio, un premio che ho sempre considerato il simbolo del riscatto, la prova che si può arrivare in alto partendo dal nulla, con fame testa e cuore.
E poi cosa ha fatto scattare il grande salto?
Qualcosa dentro di me continuava a spingermi oltre, a desiderare di più. Non mi bastava essere il migliore in un sistema creato da altri, volevo creare il mio sistema, le mie regole, avere la mia vision. E così, con un carissimo amico, un visionario come me, un lucido folle, decidemmo di fondare un’azienda che vendesse arte, bellezza, cultura, ma soprattutto emozioni: nacque così la società “la memoria dell arte“, l’inizio di un nuovo capitolo della mia vita dove mi sentivo riuscito ad affermare la mia identità, sebbene molte persone mi davano del pazzo per aver abbandonato il certo per l’incerto.
Accanto a me c’era Salvatore, un fratello “scelto”, non di sangue col quale condividevo la medesima vision, avevamo lo stesso fuoco, la stessa voglia di lasciare un segno. Abbiamo unito i nostri risparmi e tantissimo coraggio per partire, vendendo opere d’arte a domicilio. Non c’erano grandi mezzi, avevamo solo idee, determinazione, resilienza e tanto rispetto l’uno per l’altro, elementi che hanno rappresentato e determinato la nostra forza. Non dormivamo la notte, pensando a come pagare i fornitori o a come conquistare nuovi clienti.
Scegliemmo i migliori collaboratori, persone che hanno condiviso i nostri valori e soprattutto il nostro sogno; Michele, Pasquale, Nando, Anna Maria e Costanza, grazie a loro, in poco tempo l’azienda si era trasformata consolidando il suo percorso e diventando una realtà riconosciuta del settore dell’arte.
Che eredità ti ha lasciato questa esperienza?
Ho imparato che nella vita tutto parte da un pensiero, da un’idea a cui credere. Questa si trasforma in un progetto da cui tutto si avvia. Ma bisogna affrancarsi dai pensieri negativi, dalle paure di non farcela. Ho imparato ad eliminare i pensieri negativi, valorizzando invece quelli positivi. Il mio successo è nato proprio facendo così.
Quindi parliamo di “Arte Assoluta 3”
A un certo punto ho avuto un’illuminazione, ispirata dal desiderio di portare l’arte a chi non aveva mai pensato di potersela permettere. Così nasce l’idea della galleria online “Arte Assoluta 3”. Un’idea innovativa, per alcuni folle, sicuramente visionaria, che all’inizio sembrava solo un gioco, posto che iniziò, come per gioco, con il caricamento online delle opere d’arte. Non volevo creare un sito per vendere quadri, volevo creare una galleria d’arte accessibile a tutti, elegante ma non elitaria, dove chiunque potesse entrare, anche solo per guardare.
Volevo infrangere le barriere esistenti fino ad allora, per portare l’arte nelle case di tutti, offrendo una customer experience che consentisse l’acquisto di un’opera d’arte in un modo più a misura d’uomo. Insomma, trasformare l’acquisto in una esperienza vissuta. Sono quindi arrivati i primi clienti, i primi contratti e poi le prime collaborazioni importanti. Ogni passo era studiato, controllato e sempre mosso da una leva emozionale.
Passarono i mesi, gli anni, e la galleria virtuale cresceva costantemente, al punto da diventare una vera e propria struttura aziendale, dotata di team, collaboratori e rapporti internazionali. Abbiamo partecipato a fiere e stretto accordi con artisti, fino a essere riconosciuto come colui che aveva creato un nuovo modo di vendere l’arte; non ero più solo “quello bravo vendere” fino a se stesso.
Oggi la galleria di “Arte Assoluta 3” è una realtà consolidata con un eccellente fatturato, un vanto che premia la determinazione e la resilienza che mi hanno sempre animato e motivato. Per questo ho clonato il mio claim “Vivere Senza Mezze Misure”.
Ma non è finita qui. Forte dei Marmi?
Il mio “vivere senza mezze misure” mi ha portato a non considerare il successo di “Arte Assoluta 3” un traguardo bensì un nuovo punto di partenza. Così un bel giorno ho aperto una galleria d’arte in un luogo che considero speciale, Forte dei Marmi. Anche in questa avventura non sono solo, ho scelto due soci, Boris e Stefano; con loro condivido il progetto, la vision e l’energia. Non potrò mai dimenticare la sensazione che ho provato guardando l’insegna accesa, un sogno diventato realtà, una tappa per molti collezionisti, turisti e curiosi, ma per me rimane la rappresentazione della mia essenza, “Vivere Senza Mezze Misure”, un modus che mi ha aiutato, prima a sopravvivere e oggi a vivere.
Cosa c’è sopra ogni cosa?
Una grande verità, la mia famiglia; senza nulla sarebbe stato possibile. Penso che il successo sia anche una questione di amore.
Mia moglie, oltre a essere una compagna di vita è anche il mio porto sicuro, mi è sempre vicino, mi sostiene e mi da la forza di cui ognuno di noi ha sempre bisogno. C’è un tipo di amore silenzioso che non chiede, non pretende, ma costruisce. Lei ha contribuito a costruire con me il mio successo, stando “dietro le quinte”, con un atteggiamento silente ma altrettanto efficace, facendo la differenza nella frenesia del mondo in cui opero.
Abbiamo due figlie, Rita e Ludovica, che rappresentano due luci, due motori, due specchi della nostra vita, l’energia che ogni giorno alimenta la mia motivazione. Sono la sintesi perfetta di ciò che ho desiderato nella vita: dolcezza, intelligenza, bellezza e potenzialità. A loro voglio trasmettere tutto ciò che io non ho avuto: la serenità, l’istruzione, il coraggio e, soprattutto, la libertà di poter scegliere chi essere senza pressioni o condizionamenti.
Sono convinto che il successo ricevuto non sia solo frutto del mio operato ma di ciò che ho potuto fare grazie alla presenza della mia famiglia che con amore, sacrifici, comprensione e rispetto mi hanno sostenuto e motivato. Una famiglia che ha creduto in me, anche quando ero disorientato, che non mi ha mai chiesto di “accontentarmi” o di “rallentare”. Questo, secondo me, è il vero lusso della vita: poter sognare con chi ti ama, e svegliarti ogni mattina sapendo che c’è qualcuno che crede in te anche quando dubiti di te stesso.




