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Difficile scegliere dove incontrare Massimiliano Giusti, in arte Max Giusti, romano del quartiere Portuense, di origine marchigiane e sarde, papà di Monterubbiano e mamma di Norbello in provincia di Cagliari.

Si capisce subito quanto le origini di Max siano importanti per la sua formazione. In ogni spettacolo ci tiene a sottolineare di che pasta è fatto e si vede. Si vede dal garbo con cui si pone al suo pubblico, dal rispetto che ha dei suoi personaggi.

In sintesi un attore, comico, showman e imitatore, volto amato della televisione, appartenente alla vecchia scuola di comicità romana, dove era sufficiente uno sguardo o magari la variazione del tono della voce per condurre per mano il pubblico nel mondo della vera risata. Un portatore sano di buon umore. Alla fine scegliamo di incontrarlo in uno dei suoi posti del cuore: il suo circolo sportivo, fortemente desiderato, un fiore all’occhiello che lo rende orgoglioso anche al di fuori delle scene.

Il posto migliore per conoscere da vicino la genuinità di Max Giusti, tra i tanti ragazzi e ragazze che frequentano i campi da tennis, alcuni sin da piccoli. Tra loro tante giovani promesse dello sport che Max ama di più.

Lei è sulle scene da qualche anno. Il nuovo show Bollicine è sold out ovunque. Come è cambiato negli anni il linguaggio della comicità?

È cambiato tanto, e per fortuna! Penso che sia giusto rispettare le sensibilità del pubblico. C’è chi dice che oggi non si può più far ridere… ma non è vero! La comicità non è morta, si è solo evoluta. È cambiata la società, sono cambiati i tempi e se non rispetti questi cambiamenti vuol dire che non stai guardando quello che succede intorno a te. Se per far ridere devo prendere in giro qualcuno per il suo orientamento, il suo aspetto o il colore della pelle… allora è meglio cambiare mestiere.

Oggi la comicità deve essere diversa, più consapevole, più rispettosa. Ma attenzione: non vuol dire che non si possa più scherzare. Si può ridere di tutto, ma non con tutti i mezzi. E il pubblico, quando percepisce che c’è sincerità e intelligenza dietro una battuta, lo capisce sempre.

Ha interpretato innumerevoli personaggi, spesso facendo le loro esilaranti parodie. Un successo dopo l’altro. A quale rimane più affezionato?

Eh, ormai sono tanti, ognuno con la sua storia. Ma se devo sceglierne uno, forse quello a cui sono più affezionato è Cristiano Malgioglio. Ho iniziato a imitarlo nel 2000, 22 anni fa! Lo vidi per caso in un programma con Massimo Giletti e mi colpì subito. Aveva questo look inconfondibile, ma soprattutto una pronuncia tutta sua, molto personale. E pensai: “Ma com’è che questo è in TV, con tutta la rigidità e l’attenzione che c’è sulla dizione perfetta?!”.

All’inizio lo guardavo quasi con distacco, con un po’ di quella supponenza da comico che giudica. Poi ho iniziato a farne la parodia a Cocktail d’amore con Marco Giusti, e da lì è partita una specie di sindrome di Stoccolma: più lo imitavo, più mi affezionavo. Perché dietro il personaggio c’è una persona vera, sensibile, generosa, che ha fatto della sua unicità un’arma. Oggi siamo amici, gli voglio bene davvero. Ecco perché quel personaggio, per me, è speciale: perché dietro la risata è nata un’ammirazione sincera.

La sua passione per lo sport. Non solo calcio ma motocross e soprattutto tennis nel quale si impegna seguendo l’attività di un importante circolo sportivo romano che ogni anno sforna piccoli grandi campioni. Lo sport come risposta sociale per i giovani, ne è orgoglioso?

Assolutamente sì, lo sport per me è sempre stato una passione e anche un modo concreto per restituire qualcosa alla società. Da vent’anni mi sono avvicinato al tennis, e ho accompagnato tanti ragazzi nel loro percorso, non solo sportivo, ma anche umano. Non ne parlo molto sui social, perché è una parte della mia vita che tengo più riservata, ma rimane una parte fondamentale. Al Play Pisana l’obiettivo è chiaro: lo sport deve essere accessibile a tutti, non un lusso per pochi.

Non occorre essere soci per giocare, allenarsi e per sentirsi parte della nostra famiglia. Perché è proprio questo che cerchiamo di creare: una famiglia vera, dove i giovani crescono con valori come la disciplina, il rispetto, la lealtà e anche la fatica, perché lo sport ti insegna che nulla arriva per caso. Vedere questi ragazzi diventare adulti, grazie anche a un campo da tennis, è una delle cose che mi rendono più felice. Ecco perché lo sport, quando è fatto bene, è una risposta fortissima per la società. Una risposta che fa bene a tutti.

Riesce ad andare anche in vacanza? Mare o montagna?

Diciamo che ci provo! Per me viaggiare non è un lusso, è una necessità dell’anima. Ogni volta che parto con la mia famiglia, sento che sto facendo qualcosa di importante, non solo per rilassarmi, ma per crescere insieme a loro. Perché il bagaglio di esperienze che un viaggio ti regala è il miglior investimento che si possa fare. Ogni luogo nuovo, ogni incontro, ogni sapore diverso, sono cose che ti rimangono dentro per sempre. Non si rompono, non si consumano, non passano mai di moda.

E poi c’è quella sensazione di libertà impagabile, quando chiudi la porta di casa e ti lasci alle spalle la routine, gli impegni, le scadenze. In quel momento non conta più niente, conta solo cosa c’è da scoprire. Amiamo il diving e le immersioni: questa è la nostra vacanza ideale. Quando ci immergiamo è come entrare in un altro mondo silenzioso e magico. Il mare vince sempre sulla montagna ma più di tutto mi convince l’idea di poter vivere qualcosa di nuovo, di vero. Ecco, il viaggio per me è questo: un regalo che ti rimane dentro per tutta la vita.

Ha una bellissima famiglia giustamente protetta dai riflettori che la circondano. Come se la cava come padre?

Tento di impegnarmi al massimo. Sono un papà che fa divertire e ridere la propria famiglia, è come se i miei figli fossero abbonati in prima fila a uno spettacolo permanente. Con mia moglie sappiamo quanto sia prezioso il  tempo trascorso con loro. Io sono cresciuto praticamente da solo, i miei genitori lavoravano tutto il giorno, e sono consapevole quanto conti la presenza vera anche nei piccoli gesti.

Oggi mi godo ogni momento, mi diverto molto con loro, perché fare il padre è il ruolo più impegnativo ma anche il più bello della mia vita. E poi, vi confesso che a casa ho qualcuno che ride sempre alle mie battute, mentre a volte il pubblico in televisione è più difficile da affrontare!

Il nostro magazine Collection luxury lifestyle ha anche lo scopo di evidenziare le grandi eccellenze italiane in tutti i campi. Vuole consigliarci qualcosa?

L’Italia è ricca di eccellenze in tanti campi, ma se posso permettermi vorrei dare un consiglio, cercate anche le eccellenze “nascoste”. Quelle che non fanno rumore, che non vanno in televisione. Ad esempio, un piccolo artigiano che lavora il legno in un paesino delle Marche, un cuoco che fa magie in un’osteria di provincia, un maestro di scuola che cambia la vita a 20 ragazzi ogni anno. Queste, secondo me, sono le vere eccellenze italiane. E meritano di stare in prima pagina.

Salutiamo Max Giusti proprio nel giorno in cui Mediaset ha annunciato di averlo ingaggiato a partire dal prossimo autunno nella sua scuderia dove ad attenderlo ci sono giganti dell’intrattenimento come Gerry Scotti e Paolo Bonolis. Siamo sicuri che si farà amare anche su quegli schermi e che la sua simpatia catturerà anche questa parte di pubblico.

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