Una storia di successo nel Real Estate
intervista a Mario Migliardi primo d’Italia nel 2024
di Andreina Hurtado
Mario Migliardi, un affermato agente immobiliare, nel 2024 è arrivato ai vertici del successo. Alla Convention Nazionale del gruppo immobiliare RE/MAX, brand a cui appartiene, è stato premiato come primo agente immobiliare d’Italia, togliendo il primato dell’anno precedente alla sua collega e compagna di agenzia, Tiziana Sabbatucci. L’abbiamo intervistato per farci raccontare la sua storia.
Mario, come in tutte le storie di successo viene spontaneo chiedersi com’è iniziata. Chi è il Mario Migliardi arrivato fino a essere celebrato come il primo venditore d’Italia del 2024 nel gruppo immobiliare numero uno al mondo, la Re/Max?
Sono nato nel 1965 a Roma e dopo il diploma, sono stato chiamato della Guardia di Finanza per essere inserito nella Sezione Velica delle Fiamme Gialle in quanto precedentemente ho ricevuto due medaglie d’oro al Valore Atletico praticando lo sport della vela. Questo sport è stato e continua ad essere la mia passione da sempre.
Ho fatto innumerevoli regate agonistiche per la GdF e completato il servizio di leva. Un giorno, quasi per caso, invitato da un amico, feci un colloquio in un’agenzia immobiliare di Roma: correva l’anno 1988, quando avevo 23 anni. Il mio Broker di allora notò subito che ero un “cavallo di razza”, così mi diceva, in quanto avevo talento nell’acquisire incarichi, quindi mi diede sempre più spazio permettendomi di crescere velocemente fino a quando, un bel giorno, un mio cliente mi aiutò ad aprire la mia prima agenzia immobiliare nel quartiere Prati a Roma.
Col passare del tempo mi sono specializzato nell’acquisizione e poi nella commercializzazione in vendita frazionata dei cantieri in costruzione, oltre a continuare a seguire i clienti privati che mi incaricavano di vendere i loro appartamenti sul territorio romano. Ricordo che nel 2008, quando avevo ancora l’agenzia in Via Chiana, diedi i natali professionali a Blasco Pulieri, ora noto in televisione per la trasmissione “Casa a Prima Vista”, ma allora lavorava con me.
E poi cosa è successo?
Niente di particolare, soltanto che, avendo notato che la maggior parte del fatturato dell’agenzia era apportato dal mio lavoro e non dai consulenti, decisi di chiudere per continuare la mia professione come consulente autonomo in collaborazione con un Broker. Fu così che decisi di entrare a far parte, nel 2013, del gruppo RE/MAX Italia dove sono tutt’ora, sebbene abbia cambiato ben tre volte l’agenzia del gruppo in cui operare, per fare una vera crescita professionale. Questo mi ha permesso di ritrovarmi sempre nella parte alta delle classifiche di merito del gruppo.
Da un punto di vista professionale, cosa, secondo te, ti ha fatto diventare un affermato professionista?
Sicuramente la lunga esperienza nella vendita di appartamenti, uffici, negozi e soprattutto, con la cantieristica, ho acquisito le competenze necessarie per capire al meglio le dinamiche delle valutazioni e del “main system” dei costruttori, imparando anche a studiare i piani di marketing e gli studi di sviluppo per capire la convenienza di una realizzazione edilizia.
Il gruppo Re/Max di cui fai parte conta oltre 6.000 agenti in tutta Italia; recentemente, alla Convention Nazionale, sei stato premiato come primo agente immobiliare d’Italia per fatturato prodotto nel 2024, un risultato sorprendente. Come ci sei riuscito?
Era da tempo che sognavo di salire su quel palco per ritirare il premio più ambito; fino ad allora ero sempre arrivato tra i primi 12, risultato anch’esso sicuramente invidiabile, ma il primo posto è tutta un’altra cosa, fa un altro effetto. Mi gratifica anche il pensiero di poter essere un riferimento per tutti i vari colleghi dislocati in giro per l’Italia e non lo dico solo per le opportunità di segnalazioni che potrò ricevere ma anche per soddisfazione professionale.
Il modo con cui ci sono riuscito è sicuramente frutto di un cocktail di elementi con cui ho costruito il “Metodo Migliardi”, dalla determinazione alla formazione continua, ma non posso non citare il salto di qualità determinato dalla scelta di entrare nel settore The RE/MAX Collection, l’area destinata alla vendita degli immobili di prestigio. In verità in questo settore prima che sugli immobili il prestigio si riversa sul modo di lavorare che, necessariamente, implica alzare l’asticella e l’attenzione.
I clienti sono più facoltosi e come tali più esigenti e attenti ai dettagli; abituarsi e allenarsi a operare secondo queste attenzioni ti porta necessariamente a risultati più soddisfacenti che a sua volta si traducono nei fatturati che ti permettono di salire in classifica. L’agenzia di cui faccio parte oggi svolge un lavoro certosino sulla formazione e sulla selezione dei colleghi creando un ambiente che si traduce, anch’esso, in un vero e proprio strumento di formazione.
Il confronto costante tra colleghi permette a tutti di alzare l’asticella lavorativa ottenendo risultati di successo. D’altronde non sarà certo un caso che per due anni consecutivi questa agenzia ha partorito il primo venditore d’Italia, oggi io lo scorso anno Tiziana. E da quello che mi risulta credo che possa risuccedere anche quest’anno; i fatti parlano più delle parole, tanto quanto il rumore del successo.
Ti senti arrivato?
Sì e no. Sicuramente il risultato ottenuto è di assoluto pregio e rilievo, tanto da farti correre il rischio di rilassarsi distraendoti dall’obiettivo ma essere parte di questo brand mi aiuta. Dario Castiglia, il nostro presidente, ha fatto un lavoro egregio in questi ultimi 25 anni, portando il brand RE/MAX Italia ad affermarsi in modo assoluto in tutto il territorio nazionale. Farne parte aiuta molto nel nostro lavoro, sia in termini di riconoscibilità sia in termini di performance. Anche la collaborazione, punto di forza di questo brand, accelera i risultati sia per noi sia per i clienti.
Prossimo obiettivo?
Penso già al dopo, innanzitutto consolidando quanto di meglio sono riuscito a ottenere, in termini di formazione e in termini di capitale sociale, e poi il miglioramento: ho sempre pensato di poter fare meglio qualunque cosa fatta già bene, quindi non c’è limite alla crescita.
Grazie Mario, Ad Maiora




