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di Cristiana Winkler

Eleganza, ironia e genio napoletano si intrecciano con l’anima sofisticata dei Parioli. In questo scorcio esclusivo della Capitale ha abitato Totò, il Principe della Risata. Non un semplice indirizzo, ma un frammento vivo di storia culturale che ancora oggi aleggia tra i palazzi razionalisti e i viali alberati. Un racconto tra arte e memoria, alla scoperta di un legame poco noto ma profondamente affascinante.

Un Principe tra i Viali: l’arrivo di Totò ai Parioli

Nel raffinato quartiere Parioli, dove l’eleganza architettonica incontra la storia culturale della capitale, ha vissuto uno dei protagonisti assoluti dello spettacolo italiano: Antonio De Curtis, in arte Totò. La sua residenza in questo angolo signorile di Roma non è solo una curiosità da intenditori, ma un tassello autentico dell’identità del quartiere.

Quando Totò arrivò da Napoli, agli inizi degli anni ’30 del secolo scorso, aveva un sogno grande e poche certezze. La sua prima casa romana fu una stanza in affitto al civico 13 di viale dei Parioli. Un indirizzo oggi discreto, ma che segnò l’inizio di una carriera straordinaria.

Con il successo arrivato a metà degli anni ‘30, Totò si trasferì con la famiglia nella palazzina Giammarusti, al numero 98 di viale Bruno Buozzi. Un’abitazione più consona al suo nuovo status, in uno degli edifici più eleganti della zona. Ma il vero legame tra il Principe della Risata e i Parioli si consolidò negli anni ‘50 con il trasferimento nel celebre Palazzo del Girasole, al civico 41 di viale Parioli.

Progettato dal geniale Luigi Moretti, questo capolavoro del razionalismo architettonico ospitò Totò in un appartamento di dieci stanze. Un rifugio discreto ma imponente, in linea con la sua personalità: nobile, malinconica, ironica.

L’ultima dimora romana di Totò dal 1960 al 1967 fu al civico 4 di viale Parioli, un luogo altrettanto discreto ma carico di significato personale. Qui trascorse gli ultimi anni, fino alla morte avvenuta nel 1967, con Franca Faldini, sua compagna negli anni più intensi di vita e carriera. La loro convivenza rappresentò un capitolo intimo e prezioso, lontano dai riflettori ma non meno significativo per comprendere l’uomo dietro il mito.

Questo appartamento, pur meno noto del celebre Palazzo del Girasole, è testimonianza di un legame profondo e della scelta di un rifugio sereno all’interno dell’esclusivo quartiere Parioli.

La Roma di Totò: eleganza, genio e memoria tra le vie del mito

Passeggiando oggi tra i viali alberati, si può quasi immaginarlo: bastone in mano, bombetta in testa, elegante come un gentiluomo d’altri tempi. I Parioli furono per lui casa, scenario e ispirazione. Non solo un quartiere dove vivere, ma un ambiente in cui respirare arte, cultura, Roma.

Il ricordo di Totò in questo contesto non è semplice nostalgia, ma parte viva della memoria urbana e culturale del quartiere Parioli. I suoi passi hanno segnato il ritmo di un’epoca in cui Roma brillava di luce propria, tra palcoscenici, cinema e salotti intellettuali.

Oggi, dietro la facciata di ogni palazzo dei Parioli, può celarsi un frammento di questa storia. E dietro ogni risata – se si ascolta bene – si può ancora riconoscere la voce inconfondibile del grande Principe Antonio De Curtis, in arte Totò.

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